
Cossiga è stato Presidente della Repubblica ed ora è Senatore a vita.
Ecco le sue ultime dichiarazioni in merito alle proteste degli studenti.
http://it.youtube.com/watch?v=Q7WvLwmgqn4
P.S.
ricordo che associarsi ed a esternare il proprio dissenso è un diritto costituzionale.
Stiamo attenti a non perderlo!
Senti ma c'è una differenza tra manifestanti e occupanti, o ancora peggio quelli che spaccano le robe in giro o si mettono sulle rotaie!
RispondiEliminaSe fossi ancora all'univ e mi impedissero di andare a lezione chiamerei la polizia immediatamente!
Bè direi che le dichiarazioni di cossiga non possono evidentemente essere condivise, ma forse l'età del cervello del soggetto può spiegarne anche il motivo. Detto questo l'indignazione invece per altre dichiarazioni in cui viene detto che "verranno mandati i poliziotti" credo sia piuttosto fuori luogo, o meglio, in uno Stato come il nostro in cui si perde giorno dopo giorno il senso della legalità a causa di una magistratura ideologicizzata forse non è fuori luogo, e questo è un problema dato che, credo, lo Stato esiste solo per far rispettare le leggi, a tutela della persona, che in senso lato è il presupposto dello Stato medesimo. Faccio presente infatti che l'articolo 21 della Costituzione recita: "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ogni altro mezzo di diffusione". Sottolineo intanto come questa norma si incentri sul momento personale della manifestazione (stampa, discorsi ecc), lasciando invece all'art. 17 il compito di disciplinare le "riunioni" di persone in cui tale manifestazione si esprime mediante un gruppo di persone, il quale dice appunto che "i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. Delle riunioni IN LUOGO PUBBLICO deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle per ragioni di sicurezza etc..". Tornando quindi al rispetto della legalità faccio presente che sono reati: L'interruzione di un ufficio o servizio pubblico (art. 340 CP); l'invasione di terreni o edifici (art. 633); turbativa violenta del possesso di cose immobili (art. 634, in cui si specifica che si considera comunque violento il fatto compiuto da più di dieci persone); può essere poi ricondotto al danneggiamento (art. 635) il rendere impossibile il diritto di credito degli studenti alle lezioni ed agli esami in quanto controprestazione della retta universitaria (il diritto di credito è un elemento del patrimonio infatti). Detto questo, che giustifica dal punto di vista legale (le forze dell'ordine hanno l'obbligo di intervenire, e il PM ha l'obbligo di esercitare l'azione penale) il ripristino della situazione di legalità violata dalla becera moltitudine ai danni della singola persona (la legge tutela la persona), anche alla luce della sottrazione del vaglio di cui all'art. 17 Cost (sopra richiamato), in quanto fermo anticomunista volevo chiedere se la democrazia a questo punto si consideri la formalizzazione, la giustificazione e l'incitazione delle ragioni della massa, oppure una forma di governo che esiste per tutelare le ragioni del singolo individuo nella sua individuale esistenza, secondo principi propri di un ragionato liberalismo.
RispondiEliminaanna, hai perfettamente ragione.
RispondiEliminama è stato rotto qualcosa? hanno spaccato le vetrine? incendiato macchine? si sono messi sulle rotaie?
non mi sembra proprio...
l'occupazione è illegale, hai ragione, ma la risposta non può essere quella di cossiga.
cmq la maggioranza degli studenti sta manifestando in piazza
la magistratura, come ben sai caro alberto, non fa altro che applicare le leggi (o i decreti, che al giorno d'oggi vanno tanto di moda come nel '22) che lo stato emana.
RispondiEliminaquindi, se il governo attuale, da quando si è insediato, non ha fatto altro che minare il nostro sistema giudiziario non è certo colpa dei comunisti, che non esistono più in parlamento e quindi non possono legiferare.
ti do ragione sulle occupazioni, sono illegali, ma è inutile che mi ricordi che le assemblee devono essere autorizzate poichè tutte le manifestazioni di piazza sono state concordate con le forze dell'ordine.
concludendo, come antifascista non posso fare a meno di notare come la democrazia in Italia sia in grave pericolo dato che il premier ha dichiarato che la discussione in parlamento è una perdita di tempo.
da laureato in giurisprudenza quale sei, saprai certamente meglio di me che saltare questo passaggio è contro la democrazia.
La magistratura, e mi riferisco a quella inquirente (PM) non applica propriamente le leggi poichè promuove l'azione penale del tutto arbitrariamente, non essendovi criteri o direttive. I decreti sono previsti dalla Costituzione (art. 77). Rammento che per essere convertiti in legge devono essere approvati in parlamento. Il vero paradosso della democrazia, cui non credo Montesquieu volesse giungere teorizzando la separazione dei poteri consiste nel fatto che il potere esecutivo è controllato dal potere legislativo e può essere minato dal potere giudiziario, in ispecie dai Pm che avendo l'obbligo di promuovere l'azione penale sono sottratti da qualsiasi controllo, per continuare che il potere legislativo è controllato dalla corte costituzionale e può essere minato dal potere giudiziario, in ispecie dai Pm per il motivo già esposto, mente il potere giudiziario, in ispecie i Pm che sono liberi di utilizzare l'avvio delle indagini con i drammatici risvolti mediatici che conosciamo, non sono controllati da nessuno. Il governo attuale, con il lodo alfano ha cercato, anche se insufficientemente, di porre rimedio a questo paradosso tragico per la persona in quanto persona ed in quanto alta carica di uno dei due poteri SOSPENDENDO i procedimenti a loro carico. Siccome vi è comunque controllo su parlamento e governo la corte costituzionale potrà dichiarare l'incostituzionalità del lodo. Ma chi ripaga invece un perseguitato per ragioni politiche di quello svolgere le proprie funzioni senza alcun controllo? Almeno in questo modo, con il minor sacrificio (mera sospensione, con sospensione anche della prescrizione) il potere giudiziario non può minare gli altri poteri
RispondiEliminaTutte le manifestazione di piazza sono state concodate, l'occupazione no, ed è all'occupazione che faceva riferimento Berlusconi. Il diritto allo studio inoltre è garantito dall'art. 2 della Costituzione.
RispondiEliminaApro e chiudo una parentesi: ciao anna
RispondiEliminanb: vanna ero io: MIO
RispondiEliminaEro loggato con l'account di mia mamma che le serviva una cosa!
Privio comunista!
uhuh, ma va
RispondiEliminaah ho una buona notizia per te privio, sai quella volta affrescata dal Correggio di cui mi avevi parlato, ecco non si può più vedere dal basso ma puoi prenotare una visita per vederla da vicino. L'hanno fatta vedere ieri su porta a porta, è qualcosa di incredibile..
RispondiEliminaquante balle. la prescrizione non è sospesa, assolutamente.
RispondiEliminadai, il lodo alfano è incostituzionale!
vìola diversi articoli della costituzione, ad esempio il 3!!
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."
cmq, non sviare l'argomento di discussione.
cossiga ha sbagliato e MR.B pure con il suo "avviso ai naviganti".
Cossiga ha sbagliato e Berlusconi col dire che manderà la polizia a ripristinare una situazione di illegalità (violazione di 4 articoli del codice penale e di due articoli della costituzione) no, a meno di ritenere che il nostro sia l'unico stato che non deve far rispettare le sue leggi. O consideri giusto che una moltitudine violi sacrosanti diritti delle persone? la protesta che la facciano nelle piazze.
RispondiEliminaDal testo del Lodo Alfano: "...3. La sospensione non impedisce al giudice, ove ne ricorrano i presupposti, di provvedere, ai sensi degli articoli 392 e 467 del codice di procedura penale, per l'assunzione delle prove non rinviabili.
4. Si applicano le disposizioni dell'articolo 159 del codice penale..." L'articolo 159 è intitolato "sospensione del corso della prescrizione". Questo dice tutto sulla preoccupazione di evitare che la democrazia si trasformi in un governo dei giudici più che quella di evitare i processi, dal momento che vengono solo rinviati al termine della legislatura senza alcun vantaggio in termini di prescrizione del reato.
Per quanto riguarda il principio di eguaglianza, da decenni esso è comunemente, in giurisprudenza, interpretato non in quanto la legge è uguale per tutti ma in quanto "situazioni eguali vanno disciplinate in modo eguale, situazioni diseguali vanno disciplinate in modo diseguale". La situazione della più alta carica dello stato è differente da quella di un normale cittadino, finchè rimane in tal carica, senza che ciò possa poi prourargli vantaggi.