giovedì 12 novembre 2009

Appropiazione indebita di titolo nobiliare



Con questo post si chiede l'intervento delle nobili e temibili armate degli Imperatori Chies e Mio per la risoluzione di quest'affronto alla nobiltà tutta.
Un legnaiuolo non si può autoproclamare GranDuca senza incorrere in pesanti sanzioni!!!
Solo il tocco della Spada Imperiale sulla spalla del designato può dare questo onore!!!

ALLE ARMI ORDUNQUE!

SIA FATTA GIUSTIZIA!!!

6 commenti:

  1. La Repubblica Italiana, non riconosce i titoli nobiliari e pertanto, dopo l'entrata in vigore della Costituzione italiana nel 1948, i titoli nobiliari non hanno effetti civili e non sono riconosciute dallo Stato italiano eccetto per i predicati nobiliari dei titoli concessi prima della marcia su Roma che valgono come parte del nome.

    Quindi, ricevo e accetto con lode il titolo di Granduca.

    saluti
    Granduca Cavallaro

    RispondiElimina
  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  3. Noi, Re Sole di Francia e Santo Padre dell'Impero Romano d'Occidente, ufficializziamo la scomunica del plebeo noto come "cavallaro", "er cavallà", "legnaiuolo", "ebanista", "il giullare", "mona!".

    La scomunica ha effetto immediato e prevede la pubblica umiliazione in piazza San Pietro, Roma.

    La successiva lapidazione è fissata in data 22 Dicembre 2009.

    Matteo Mio, Signore d'Oriente e d'Occidente.

    RispondiElimina
  4. le armate muslim avanzeranno verso San Pietro per difendermi. Metteranno a ferro e fuoco roma, distruggendo tutto quello che troveranno davanti. La cultura cristiano-romana è avvisata!

    RispondiElimina
  5. Offro il servizio dei miei picciotti a chi saprà meglio ricompensarmi..

    adoro quei magici fiori di papavero..

    Ossequiosi saluti.

    Don Evola.

    RispondiElimina
  6. Noi, Imperatore delle Due Sicilie, Doge, Granduca di Toscana, Re di Spagna e d'Inghilterra, firmatario del concordato di Worms, presidente della dieta di Ratisbona, Cancelliere del Reich, figlio prediletto della Vittoria, Imperatore di Prussia, plenipotenziario presso la conferenza permanente di Versailles, Bonaparte, Imperatore d'Asburgo, già Imperatore del Sacro Romano Impero, già Imperatore di Roma, già Console Della Repubblica romana, già Dictator, già Pontifex, già Re della Monarchia romana, già Augure, inseminatore della Vergine, fondatore di Roma, Càstore, Prometeo, Eracle, già Imperatore della Persia, già Reggente di Atene e Tebe, cordone d'oro di Santorini, già re della Macedonia, intendiamo rassicurare l'Imperatore Matteo Mio, Pontefice, contro il fellone e giullare di corte detto Grasso Legnaiuolo in analogia con il povero conoscente del Brunelleschi, per la farsa che ha inventato del titolo nobiliare e uhuh delle "armate"...invio pertanto, al fine di prelevare il povero legnaiuolo dal suo miserrimo tugurio e di esporlo a testa in giù come bersaglio degli sputi dei vecchi per un mese intero nell'Unica Piazza della cara Venezia, la sfaccendata e pingue cuoca della mia residenza estiva. La punizione si rende necessaria: per aver posto in discussione il potere infinito e celeste degli Imperatori; per aver firmato una cambiale con un titolo, quello di granduca, che il povero plebeo non riceverà mai da coloro che hanno la competenza per accordarlo, essendo ultimo tra gli uomini nella relativa ipotetica lista; per aver chiamato in causa di fronte all'Imperatore Matteo Mio l'esistenza di fantomatiche armate che egli avrà forse intraveduto tra i fumi del poco alcol che riesce ad ingurgitare quando qualcuno viene colto dal pietoso desiderio di offrirglielo. Infine, per essere diventato un pessimo giullare ed al contempo aver assunto le vesti di un personaggio che rassomiglia tanto al famoso Gnatone del Terenzio, difettoso di veracità, e, petantocciò, immeritevole di qualsivoglia rispetto.

    Fides et Honor.

    Sigillo Imperiale.

    RispondiElimina